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Settori di attività
Nel decennio 1981-91, la stratificazione settoriale
degli attivi ha subìto alcune modifiche
sostanziali.
La contrazione del settore agricolo ha interessato
tutti i comuni del Patto e nel complesso ha raggiunto
il 40%. Ad essa ha fatto seguito l'aumento di
circa il 30% sia del settore secondario che terziario,
con variazioni di segno negativo solo in pochi
comuni.
Tuttavia la struttura settoriale degli attivi
risulta ancora lontana dai dati complessivi della
Campania. L'agricoltura ha un peso decisamente
elevato, il 28,5% contro il 10,2%
a livello regionale, mentre il settore terziario
appare sottodimensionato, il 38,7%
contro il 59,9% della Campania.
Un dato significativo è rappresentato dalla
consistente presenza, nell'area del Patto, del
settore secondario che con il 32,8% supera la
percentuale mediamente registrata nella Regione
del 29,9%.
Alcuni importanti elementi di valutazione si evincono
dall'analisi della composizione settoriale degli
attivi per classi di età.
Da tale analisi emerge che è la classe
di età superiore ai 65 anni, con
quasi il 50% degli attivi in agricoltura,
ad influire sull'incidenza di questo settore.
Nella classe più giovane, tra 14-29
anni, si registra, viceversa,
una netta prevalenza del settore industriale,
con il 46,7% degli attivi ed una riduzione dell'agricoltura
al 18,8%. Nella classe intermedia, 30-54 anni,
il terziario risulta preponderante.
La rilevanza del settore industriale nell'area
è legata allo sviluppo del settore edile,
che ha avuto un forte slancio negli anni del dopo
terremoto e che impiega il 60% degli attivi
industriali, mentre solo il 39% risulta
occupato nell'industria manifatturiera, con
percentuali inverse rispetto a quelle registrate
in Campania.
I comuni con il maggior numero di attivi nell'industria
manifatturiera, con valori superiori rispetto
allo standard comprensoriale, sono Campagna, Contursi
Terme, Oliveto Citra, Caggiano e Palomonte. Il
numero di attivi nell'industria manifatturiera
ogni 1000 abitanti é pari rispettivamente
a 47,2, 44,4, 54,5, 50,4, 59,7.
Nel settore terziario, l'analisi comparata
della struttura interna dei servizi presente nell'area
del Patto rispetto a quella della Regione campana
evidenzia come l'incidenza maggiore è rappresentata
da servizi pubblici, pubblica amministrazione,
sanità, servizi alle famiglie, commerciali
e ristoranti, che sono indipendenti dalle dimensioni
comunali. Appaiono invece sottodimensionati i
servizi maggiormente legati alle imprese e ad
una dimensione urbana, quali il trasporto, l'intermediazione
finanziaria e monetaria, l'informatica e la ricerca.
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